Le autorità australiane hanno arrestato due giovani accusati di aver partecipato a TeamPCP, un collettivo di crimini informatici legato ad attacchi che potrebbero compromettere più di 1.000 organizzazioni in tutto il mondo.
Ruben Ian Thomson, 21 anni, e Louis Michael Gaebler, 23 anni, sono stati arrestati a Perth a seguito di un’indagine che ha coinvolto la Polizia Federale Australiana (AFP), la Polizia dell’Australia Occidentale e l’FBI. Le autorità hanno presentato complessivamente 14 accuse contro la coppia.
Gli investigatori sostengono che i sospetti siano stati coinvolti nella distribuzione di codice malevolo capace di compromettere sistemi appartenenti a aziende, enti governativi e altre organizzazioni. L’AFP stima che l’attività associata al malware abbia permesso agli aggressori di ottenere più di 500.000 credenziali e rimuovere almeno 300GB di dati dalle vittime.
Entrambi gli uomini sono sospettati di essere membri di TeamPCP, che le autorità descrivono come un’operazione criminale informatica altamente organizzata. Il gruppo ha attirato particolare attenzione a causa del suo presunto coinvolgimento in attacchi alla catena di approvvigionamento, dove software o servizi compromettenti possono fornire accesso a numerose organizzazioni a valle.
L’FBI aveva già avvertito le organizzazioni dell’attività di TeamPCP a luglio. Il gruppo è stato anche associato all’attacco di marzo che ha coinvolto LiteLLM, un framework open-source utilizzato per collegare applicazioni a diversi modelli di intelligenza artificiale.
Quell’incidente ha portato al furto di una vasta collezione di informazioni sensibili. Durante l’attacco sarebbe stato preso un archivio da 153GB, con quasi 2.500 organizzazioni tra le entità coinvolte. Il materiale esposto includeva segreti e credenziali collegati a una vasta gamma di aziende e istituzioni.
I media australiani hanno descritto Thomson e Gaebler come figure centrali di TeamPCP, con Thomson che avrebbe ricoperto un ruolo di leadership. Queste accuse restano accuse e i casi penali contro entrambi gli imputati devono ancora essere decisi da un tribunale.
Le accuse contro Thomson includono il possesso di strumenti di hacking con l’intento di utilizzarli, la modifica non autorizzata di dati informatici, la distribuzione di strumenti di hacking, il mancato rispetto di un ordine del tribunale che richiedeva la consegna dei dispositivi e la gestione di oltre 100.000 dollari ritenuti rappresentare proventi del crimine.
Gaebler è accusato di possesso di strumenti di hacking, modifica non autorizzata di dati e distribuzione di strumenti destinati a attacchi informatici.
Gli arresti rappresentano il risultato della cooperazione tra le forze dell’ordine australiane e statunitensi mentre le autorità indagano sulle attività internazionali di TeamPCP. Dato il presunto numero di organizzazioni compromesse e credenziali rubate, l’indagine va ben oltre i due sospetti arrestati a Perth.
Se condannati, entrambi potrebbero ricevere pene detentive sostanziali. Thomson affronta un insieme più ampio di accuse, con le pene massime combinate associate alle sue accuse che potrebbero equivalere a decenni di reclusione.