Gli esperti di diritti umani delle Nazioni Unite stanno ampliando la loro indagine su Pornhub e la sua società madre Aylo Holdings, esaminando il ruolo delle principali aziende tecnologiche e di pagamento, tra cui Visa, Mastercard, Google, Meta e Microsoft.
L’intervento proviene dalle Relatore Speciali delle Nazioni Unite Reem Alsalem e Ana Brian Nougrères, che hanno espresso preoccupazioni su quello che hanno definito un ecosistema più ampio che consente la distribuzione e la monetizzazione di contenuti sessuali abusivi online. Gli esperti hanno affermato che processori di pagamento, motori di ricerca, sistemi di raccomandazione e piattaforme online potrebbero aver contribuito ad amplificare o sostenere finanziariamente contenuti dannosi.
Gli esperti dell’ONU non chiedono un divieto totale sulla pornografia. Invece, si concentrano specificamente su contenuti che coinvolgono presunti abusi, coercizione, tratta, materiale di abuso sessuale su minori e immagini intime non consensuali caricate su piattaforme pornografiche generate dagli utenti.
Secondo la dichiarazione, gli investigatori stanno esaminando come grandi piattaforme e sistemi finanziari possano aver contribuito alla visibilità e alla redditività di materiale abusivo attraverso sistemi pubblicitari, indicizzazione di ricerca, algoritmi di raccomandazione, elaborazione dei pagamenti e infrastrutture di monetizzazione.
L’esame riaccende le critiche di lunga data riguardo alla gestione di contenuti illegali e non consensuali da parte di Pornhub. Nel 2020, Visa e Mastercard hanno sospeso i servizi di elaborazione dei pagamenti per Pornhub a seguito delle crescenti pressioni da parte di regolatori e gruppi di advocacy dopo che le notizie hanno accusato la piattaforma di ospitare materiale abusivo. Successivamente, Pornhub ha rimosso milioni di video non verificati e ha limitato il caricamento agli utenti verificati.
Gli esperti ONU hanno criticato in particolare un accordo di procinto rinviato raggiunto nel 2023 tra Aylo e le autorità statunitensi. Secondo questo accordo, Aylo ha evitato una condanna penale accettando pagamenti di risarcimento e monitoraggio esterno della conformità fino al 2026. I relatori hanno sostenuto che l’accordo rischiava di rafforzare l'”impunità societaria” permettendo alla società di evitare un procedimento completo e completo.
La dichiarazione faceva anche riferimento a singoli casi che coinvolgevano donne i cui video intimi sarebbero stati caricati su Pornhub senza consenso e successivamente diffusi su centinaia di siti web. Gli esperti dell’ONU hanno detto che le vittime spesso faticavano a rimuovere completamente il contenuto, anche dopo averlo segnalato ripetutamente.
Google, Meta e Microsoft non sono stati accusati di ospitare direttamente contenuti illegali. Tuttavia, gli esperti ONU hanno sostenuto che le grandi aziende tecnologiche dovrebbero assumere una maggiore responsabilità su come i loro sistemi distribuiscono, raccomandano e traggono profitto da materiale dannoso online.
Gli esperti stanno inoltre esortando i governi degli Stati Uniti e del Canada a introdurre requisiti vincolanti di verifica dell’età e del consenso da parte di terzi per le piattaforme pornografiche generate dagli utenti. Hanno sostenuto che le misure di moderazione volontaria hanno ripetutamente fallito nel prevenire gli abusi.
La pressione arriva mentre i governi di tutto il mondo continuano a inasprire le normative sulla sicurezza online volte a contenuti nocivi e alla protezione dei minori. L’Unione Europea ha già aperto indagini sul Digital Services Act su diverse principali piattaforme per preoccupazioni legate alla sicurezza dei minori, mentre i regolatori nel Regno Unito hanno aumentato l’applicazione delle leggi legate alla verifica dell’età e ai contenuti online illegali.