Due gruppi di hacker filorussi hanno rivendicato la responsabilità di attacchi informatici che hanno interrotto i sistemi di refrigerazione nei supermercati in tutta Europa, causando notevoli perdite alimentari. Tuttavia, i ricercatori di cybersecurity hanno messo in discussione le affermazioni e nessuna prova indipendente ha stabilito chi abbia compiuto gli attacchi.
I gruppi, NoName057(16) e Z-Pentest Alliance, avrebbero annunciato il loro coinvolgimento tramite post su Telegram a seguito di un’ondata di incidenti il 2 novembre 2026. Entrambi i canali sono stati successivamente cancellati, rendendo difficile verificare le dichiarazioni o esaminare le prove presentate.
NoName057(16) affermava di possedere un database contenente credenziali appartenenti a dipendenti e clienti del produttore danese di tecnologia refrigerata Danfoss. Il gruppo ha dichiarato di aver rilasciato un campione di oltre 2.500 record contenenti nomi utente e password. L’autenticità del presunto database e il suo collegamento con gli attacchi alla refrigerazione rimangono non confermate.
Anche la Z-Pentest Alliance ha rivendicato il suo coinvolgimento, sostenendo che gli incidenti hanno messo in luce debolezze di sicurezza di lunga data nelle attrezzature industriali. Il gruppo è stato precedentemente associato ad attacchi contro tecnologie operative connesse a internet, inclusi sistemi utilizzati nella produzione e nello stoccaggio alimentare.
Il ricercatore di intelligence sulle minacce CyberKnow ha condiviso le dichiarazioni dei gruppi ma ha messo in dubbio se avessero effettivamente condotto le intrusioni o se stessero cercando di prendersi il merito dopo che gli incidenti avevano attirato l’attenzione internazionale.
Gli attacchi hanno colpito rivenditori in almeno otto paesi europei, tra cui Belgio, Svezia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Estonia, Danimarca e Finlandia. In alcune località, gli aggressori avrebbero modificato le impostazioni di refrigerazione fino a temperature fino a 50°C (122°F), mentre altri sistemi sono stati messi in modalità sbrinamento.
Diverse catene di supermercati, tra cui Carrefour, ICA, Coop e Ahold Delhaize, hanno confermato interruzioni. I negozi sono stati costretti a rimuovere prodotti refrigerati e surgelati, con alcune attività che hanno riportato perdite finanziarie significative.
Gli episodi sono seguiti ad attacchi simili contro centinaia di supermercati francesi in ottobre. Quelle intrusioni precedenti hanno coinvolto anche apparecchiature di refrigerazione controllate a distanza, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza dei sistemi collegati direttamente a internet.
Una ricerca della società di cybersecurity Forescout ha identificato quasi 13.000 servizi legati alla refrigerazione esposti in 99 paesi. Molti eseguivano software obsoleti, inclusi controller Danfoss colpiti da vulnerabilità precedentemente divulgate.
I ricercatori hanno anche documentato precedenti affermazioni di hacktivisti legati alla Russia riguardanti apparecchiature di refrigerazione in supermercati, cantine, impianti agricoli e aziende di trasformazione alimentare. Questi episodi dimostrano l’interesse dei gruppi per tali sistemi, ma non ne stabiliscono la responsabilità per gli ultimi attacchi.
I rivenditori europei hanno iniziato a esaminare le apparecchiature esposte, installare aggiornamenti di sicurezza e disconnettere i controllori di refrigerazione vulnerabili dalle reti pubbliche. Le autorità svedesi per la cybersecurity e altre agenzie nazionali stanno indagando sugli incidenti.
Né NoName057(16) né Z-Pentest Alliance hanno fornito prove verificate in modo indipendente che colleghino i loro membri agli attacchi di novembre. L’identità dei responsabili e se gli incidenti abbiano fatto parte di un’operazione coordinata rimangono irrisolti.