Il rivenditore svedese di moda H&M sta indagando sulle accuse secondo cui il gruppo hacker ShinyHunters avrebbe avuto accesso a informazioni riservate dell’azienda, potenzialmente rivelando dettagli su inventario, vendite e operazioni della catena di approvvigionamento. Tuttavia, l’azienda ha sottolineato che la sua indagine non ha trovato prove di compromesso.
Le accuse sono emerse dopo che ShinyHunters ha affermato di aver ottenuto accesso a database interni contenenti registri operativi. Secondo il gruppo, le informazioni includono dati sulla gestione delle scorte, registri logistici, analisi delle vendite e dettagli tecnici sui sistemi a supporto dei negozi al dettaglio e dell’evasione degli ordini.
Tali informazioni potrebbero rivelare come H&M gestisce la distribuzione della merce, monitora le vendite e coordina le attività nella sua rete internazionale di vendita al dettaglio. Tuttavia, gli hacker non hanno fornito prove verificate in modo indipendente che dimostrino che l’intrusione presunta sia avvenuta.
H&M ha riconosciuto le accuse in una dichiarazione riportata dal Times, confermando di esaminare affermazioni riguardanti una quantità potenzialmente limitata di dati aziendali. Il rivenditore ha affermato che la protezione delle sue infrastrutture informative e tecnologiche rimane una priorità, ma non ha potuto fornire ulteriori dettagli mentre l’indagine prosegue.
L’azienda gestisce circa 4.000 negozi in più di 80 mercati. Oltre al suo marchio principale H&M, il gruppo possiede diversi altri marchi di moda, tra cui COS, Arket, Weekday e & Other Stories.
ShinyHunters è un’operazione informatica a motivazione finanziaria associata al furto di dati e all’estorsione. I suoi membri si sono spesso affidati a tecniche di ingegneria sociale, incluso l’impersonaggio di personale di supporto IT aziendale per convincere i dipendenti a divulgare credenziali o a concedere accesso a applicazioni aziendali.
Le ultime accuse del gruppo emergono in un contesto di crescenti preoccupazioni per la cybersicurezza nell’industria della moda. Il rivenditore online britannico ASOS ha recentemente confermato l’accesso non autorizzato alle informazioni dei clienti tramite sistemi di terze parti dopo che un attaccante ha ottenuto le credenziali dei dipendenti.
Sebbene gli episodi abbiano attirato l’attenzione per la loro tempistica, non è stata accertata alcuna connessione tecnica confermata tra la violazione dell’ASOS e la presunta intrusione di H&M.
ShinyHunters ha inoltre subito un maggiore controllo delle forze dell’ordine a seguito dei recenti arresti di sospetti associati e delle indagini su attacchi contro grandi organizzazioni.
Per H&M, la domanda immediata resta se gli aggressori abbiano effettivamente ottenuto informazioni interne o stiano facendo affermazioni non supportate. L’azienda non ha confermato l’esposizione ai dati dei clienti, le interruzioni operative o l’accesso non autorizzato ai suoi sistemi.