La Camera dei Lord, la camera alta del Parlamento del Regno Unito, ha votato a favore di un emendamento che vieterebbe ai bambini sotto i 16 anni di utilizzare le piattaforme social media nell’ambito del Children’s Wellbeing and Schools Bill. I pari hanno approvato la misura con 261 voti contro 150, creando pressione politica sul governo affinché consideri restrizioni simili.
L’emendamento richiederebbe ai ministri di emanare una legislazione che imponga ai servizi di social media di attuare controlli sull’età rigorosi e impedisca ai minori di 16 anni di accedervi entro 12 mesi dalla promulgazione del disegno di legge. Impone inoltre ai principali medici del paese di pubblicare linee guida per i genitori sull’uso dei social media da parte dei bambini. La disposizione tornerà ora alla Camera dei Comuni, dove i membri eletti potranno decidere se mantenerla o rimuoverla.
I sostenitori del divieto alla Camera dei Lord hanno citato preoccupazioni riguardo all’uso esteso dei social media da parte dei bambini e al loro potenziale legame con problemi di salute mentale, distrazioni dall’istruzione e esposizione a contenuti dannosi. I pari hanno fatto riferimento a cambiamenti legislativi all’estero, incluso un divieto recentemente introdotto in Australia per i minori di 16 anni, come prova del crescente interesse internazionale per restrizioni basate sull’età sulle piattaforme social.
Il governo britannico ha avviato una consultazione di tre mesi per valutare le opzioni per proteggere i bambini online, inclusi potenziali limiti di età, requisiti di verifica dell’età e ulteriori salvaguardie per limitare le caratteristiche di design che creano dipendenza sulle piattaforme. I ministri hanno affermato che sono necessarie ulteriori prove prima di decidere su nuove restrizioni legali e che la consultazione guiderà il loro approccio.
La decisione dei Lord aumenta lo slancio politico per l’azione legislativa, con alcuni membri della Camera dei Comuni e gruppi esterni che sollecitano un divieto dell’uso dei social media da parte dei bambini sotto i 16 anni per tutelare il benessere. Altre proposte in esame includono l’elevazione dell’età digitale del consenso ai dati oltre la soglia attuale e il rafforzamento delle politiche scolastiche sull’uso del telefono cellulare.
I critici di un divieto totale hanno sollevato dubbi sull’applicabilità e sulla possibilità che i giovani si rivolgano a spazi online meno regolamentati se le piattaforme mainstream vengono bloccate. Si prevede che il dibattito in Parlamento e le consultazioni con gli stakeholder continueranno mentre i responsabili politici valutano l’equilibrio tra la protezione dei bambini e la preservazione dell’accesso ai servizi digitali.
Gli sforzi legislativi relativi alla sicurezza online dei bambini si basano su quadri normativi esistenti come l’Online Safety Act 2023, che già conferisce alle autorità il potere di richiedere misure di sicurezza adeguate all’età e la moderazione dei contenuti sulle grandi piattaforme, anche se non impone a sua volta un divieto generale per i minori di 16 anni.