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La Cina giustizia 11 membri condannati di bande truffatorie in Myanmar

La Cina ha giustiziato 11 persone condannate per reati legati a operazioni di frode su larga scala online e di telecomunicazioni nelle regioni di confine del Myanmar, hanno riportato i media statali il 29 gennaio 2026. Le esecuzioni sono avvenute dopo che un tribunale di Wenzhou, nella provincia dello Zhejiang nella Cina orientale, ha confermato le condanne a morte imposte per la prima volta nel settembre 2025 e approvate dalla Corte Suprema Popolare di Pechino. Gli individui giustiziati includevano figure chiave legate a reti di truffe organizzate che prendevano di mira le vittime attraverso schemi basati su internet e altre attività criminali.

 

 

L’agenzia di stampa statale cinese Xinhua ha riferito che gli individui condannati erano membri di bande criminali che operano nel nord del Myanmar, inclusi quelli legati alla famiglia Ming, che le autorità hanno descritto come gestore di estesi centri di frode e truffa. Le condanne hanno riguardato una serie di reati, tra cui omicidio intenzionale, lesioni intenzionali, detenzione illegale, frode e l’esercizio di istituti di gioco d’azzardo illegali. Le sentenze della corte citarono prove di reati commessi in diversi anni e ritennero che le prove fossero sufficienti a confermare le sentenze.

I centri truffatori coinvolti nel caso facevano parte di una rete più ampia di operazioni di frode online che si sono diffuse in alcune zone del Sud-est asiatico, spesso definite nei reportage “parchi truffanti”. Questi centri hanno attirato l’attenzione internazionale per l’uso di coercizione e tratta di persone per costringere i lavoratori a condurre schemi fraudolenti contro vittime in diversi paesi. Le autorità cinesi hanno collaborato con i vicini, tra cui Thailandia, Myanmar e Cambogia, per smantellare tali operazioni e rimpatriare i sospetti coinvolti in frodi nel gioco d’azzardo online e nelle telecomunicazioni.

Le attività degli eseguiti erano collegate a sindacati criminali che generavano fondi illeciti significativi e si impegnavano in altri comportamenti criminali oltre alle truffe online, inclusa la violenza contro vittime e personale nei complessi. Negli ultimi anni, le forze dell’ordine cinesi hanno intensificato gli sforzi contro queste reti di frode transnazionale, rimpatriando migliaia di sospetti affinché affrontino procedimenti giudiziari in Cina e intraprendendo azioni legali contro i leader criminali.

Le esecuzioni del 29 gennaio segnano una delle applicazioni più mediate della pena di morte in Cina per reati collegati a operazioni di truffa online. Il caso è stato evidenziato nei reportage cinesi come parte di campagne più ampie volte a combattere la criminalità organizzata e a proteggere i cittadini dai danni finanziari e personali causati da schemi fraudolenti nel dominio digitale.