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La polizia spagnola scopre 467.000 € in una rete nascosta di criptovalute e pubblicità per adulti collegata a un importante sito di pirateria manga

Le autorità spagnole hanno smantellato una vasta operazione di pirateria manga, scoprendo un modello di ricavi fortemente dipendente da reti pubblicitarie per adulti e da depositi di criptovalute nascoste. Gli investigatori affermano che il caso evidenzia come le piattaforme di contenuti illeciti combinino sempre più una monetizzazione aggressiva della pubblicità con asset digitali per generare e oscurare profitti.

 

 

La piattaforma, attiva da oltre un decennio, forniva accesso non autorizzato a manga protetti da copyright e attirava milioni di utenti nei mercati di lingua spagnola. Sebbene la pirateria fosse il servizio principale, le autorità identificavano la pubblicità come principale fonte di ricavi. Gli utenti che accedevano al sito venivano spesso reindirizzati attraverso reti pubblicitarie che portavano a contenuti espliciti per adulti, una tattica pensata per massimizzare i clic e generare pagamenti più alti per visita.

Le forze dell’ordine hanno osservato che questo approccio ha aumentato significativamente l’esposizione a contenuti inappropriati, in particolare tra gli utenti più giovani. Gli investigatori hanno sottolineato che una parte significativa del traffico del sito includeva minorenni, sollevando preoccupazioni sui rischi associati agli ecosistemi pubblicitari non regolamentati inseriti nelle piattaforme di pirateria.

L’analisi finanziaria ha rivelato che gli operatori hanno accumulato guadagni sostanziali attraverso questi canali pubblicitari. Una parte dei proventi è stata successivamente convertita in criptovalute, permettendo al gruppo di conservare e spostare fondi al di fuori dei sistemi bancari tradizionali. Durante una perquisizione nella residenza di un sospetto ad Almería, gli agenti hanno scoperto portafogli digitali contenenti circa 467.000 € di asset criptovalutati.

Il metodo di conservazione attirò particolare attenzione. Le autorità riportarono che i portafogli erano conservati su dispositivi USB nascosti all’interno di un termometro a parete, suggerendo sforzi deliberati per nascondere sia l’esistenza che la posizione fisica dei fondi. Gli investigatori descrissero questa come una tattica di base ma efficace per evitare la rilevazione immediata durante le perquisizioni di routine.

L’uso delle criptovalute ha aggiunto un livello di complessità all’indagine finanziaria. A differenza dei tradizionali trasferimenti bancari, le transazioni in criptovalute possono essere più difficili da rintracciare senza strumenti specializzati, soprattutto se combinate con pratiche orientate alla privacy. Le autorità non hanno specificato quali criptovalute siano state sequestrate, ma hanno confermato che gli asset sono stati messi in sicurezza nell’ambito del caso in corso.

Tre persone sono state arrestate in relazione all’operazione. Sono sospettate di aver orchestrato sia l’infrastruttura antipirateria sia la relativa strategia di monetizzazione, inclusa l’integrazione delle reti pubblicitarie per adulti e la gestione dei profitti basati sulle criptovalute.

I funzionari hanno anche dichiarato che il gruppo si stava preparando ad espandere le proprie attività con una piattaforma aggiuntiva, cosa che è stata impedita durante l’operazione. La interruzione della rete dovrebbe limitare ulteriore distribuzione di contenuti non autorizzati e ridurre l’esposizione ai meccanismi pubblicitari ad essa collegati.

Il caso illustra una tendenza più ampia nel crimine informatico, in cui gli operatori combinano la pirateria dei contenuti con schemi pubblicitari ad alto rendimento e lo spazio di archiviazione delle criptovalute per costruire sistemi di ricavi scalabili e difficili da tracciare.