Le autorità russe sembrano aver ampliato i loro sforzi di filtraggio di internet prendendo di mira i servizi DNS criptati, rendendo potenzialmente più difficile per gli utenti nascondere la loro attività di navigazione ai fornitori di servizi internet.
Rapporti di diverse fonti russe indicano che l’accesso ai servizi DNS-over-HTTPS (DoH) e DNS-over-TLS (DoT) è limitato, con infrastrutture associate a Google e Cloudflare tra gli obiettivi. L’ente regolatore russo delle comunicazioni, Roskomnadzor, non ha confermato pubblicamente le restrizioni segnalate.
Il canale telegrammatico russo BypassBlock ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni da più località che indicavano che il filtraggio era stato attivato. Altri media russi hanno riportato interruzioni simili, anche se la portata geografica precisa delle misure rimane incerta.
DoH e DoT criptano le richieste DNS, impedendo che vengano trasmesse come semplici query non criptate. Il DNS è responsabile della traduzione dei nomi di dominio negli indirizzi IP utilizzati dai computer per localizzare i servizi online. Criptare queste richieste può ridurre la quantità di informazioni relative alla navigazione visibili agli operatori di rete e ai provider di servizi internet.
Bloccare l’accesso a server DNS criptati ampiamente utilizzati può quindi costringere gli utenti interessati a fare affidamento su infrastrutture DNS alternative o connessioni DNS non criptate. La misura non blocca di per sé ogni sito web, ma elimina un meccanismo che le persone possono utilizzare per rendere la propria attività DNS meno visibile agli intermediari.
L’azione segnalata non sembra essere il primo tentativo della Russia di interferire con il DNS criptato. Risky Bulletin ha riportato che un filtraggio simile potrebbe essere stato testato sulla rete del fornitore russo di telecomunicazioni Beeline nel marzo 2026, anche se il fornitore ha negato di aver applicato tali restrizioni all’epoca. Le autorità russe avevano anche valutato misure contro il DoH diversi anni prima.
Gli ultimi rapporti arrivano mentre la Russia continua a rafforzare i controlli sulle tecnologie capaci di aggirare il filtraggio di internet. Il provider di VPN Multihop ha riferito che le restrizioni osservate durante agosto hanno colpito sempre più le infrastrutture piuttosto che i singoli protocolli. Secondo la sua valutazione, le misure hanno influenzato i servizi DNS criptati, le reti di hosting e la connettività regionale.
Gli utenti interessati dalle restrizioni su Google o Cloudflare DNS criptato potrebbero comunque essere in grado di utilizzare un altro provider DNS se la sua infrastruttura rimane accessibile. Il traffico DNS può anche essere instradato attraverso alcune configurazioni VPN. Tornare al DNS convenzionale non criptato può ripristinare la risoluzione dei nomi quando i servizi criptati non sono disponibili, ma le richieste DNS non riceverebbero più la protezione della privacy fornita dal DoH o dal DoT.
Il blocco segnalato arriva in un contesto di più ampio sforzo da parte delle autorità russe di limitare gli strumenti utilizzati per aggirare i controlli statali su internet. Tuttavia, Roskomnadzor non ha rilasciato una dichiarazione pubblica che confermi le ultime restrizioni DoH e DoT, quindi i metodi tecnici esatti in uso e la loro copertura nazionale non sono stati ufficialmente stabiliti.