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La Slovenia propone il divieto dei social media per i minori di 15 anni mentre la tendenza europea cresce

Il governo sloveno sta preparando una bozza di legge che vieterebbe ai minori di 15 anni di accedere alle piattaforme social, unendosi a un numero crescente di paesi europei che recentemente hanno proposto o adottato restrizioni basate sull’età. Il Vice Primo Ministro Matej Arcon ha dichiarato che il Ministero dell’Istruzione ha avviato la decisione e che esperti in tecnologia digitale ed istruzione contribuiranno alla stesura della legge. La proposta è stata ispirata da dibattiti e misure simili in altri paesi che mirano a proteggere i giovani utenti online.

 

 

Secondo le regole previste, gli operatori dei servizi di social networking sarebbero tenuti a bloccare l’accesso agli utenti sotto i 15 anni o subire sanzioni regolamentari, anche se meccanismi di controllo dettagliati non sono ancora stati pubblicati. Arcon ha detto che il governo vuole regolamentare le piattaforme in cui i contenuti vengono condivisi, menzionando i servizi in cui sono attivi i bambini più piccoli. I funzionari hanno affermato che la bozza mira a rispondere alle preoccupazioni sull’impatto dei social media sul benessere degli adolescenti e a stabilire standard legali più chiari per il coinvolgimento online dei giovani.

La Slovenia segue i passi recenti di altre nazioni europee. I governi di Spagna e Grecia hanno annunciato o stanno avanzando proposte per vietare i social media rispettivamente ai minori di 16 e ai 15 anni, motivati da preoccupazioni riguardo alla salute mentale e all’esposizione a contenuti dannosi. Altri paesi, come Francia e Gran Bretagna, stanno anche valutando regolamentazioni più severe sull’accesso dei minori ai servizi online. La tendenza riflette un focus più ampio in Europa sul rafforzamento delle tutele per la sicurezza online dei bambini.

I funzionari governativi sloveni hanno dichiarato che sono in corso consultazioni con gli stakeholder, incluse aziende tecnologiche e sostenitori del benessere dei minori, mentre la bozza prende forma. Le discussioni includono come verificare al meglio l’età degli utenti e prevenire l’elusione dei limiti di età, che è stata identificata come una sfida in altre giurisdizioni che considerano regole simili. I critici dei divieti basati sull’età sostengono che uno screening rigoroso per l’età possa essere tecnicamente complesso e sollevare preoccupazioni sulla privacy, mentre i sostenitori sostengono che siano necessari standard legali chiari per rafforzare i controlli parentali e ridurre l’esposizione precoce al design delle piattaforme che creano dipendenza.

Nessun testo finale della proposta di legge è stato reso pubblico e non è stato annunciato un calendario per il dibattito o l’emanazione parlamentare. La mossa della Slovenia fa parte di un modello emergente in Europa nel 2026, in cui i responsabili politici stanno esplorando i limiti legali all’uso delle piattaforme social da parte dei bambini in risposta alle continue preoccupazioni sul benessere giovanile e sui danni online.