Le principali aziende tecnologiche stanno chiedendo all’Unione Europea di estendere le disposizioni legali che consentono la scansione volontaria dei messaggi privati per materiale di abuso sessuale su minori, dopo la scadenza di un quadro esistente, secondo una dichiarazione congiunta.
Aziende come Google, Meta, Microsoft e Snap hanno affermato che la mancanza della base legale per tale monitoraggio ha creato incertezza sulla loro capacità di continuare a rilevare e segnalare contenuti dannosi. Il precedente accordo, che consentiva la scansione volontaria in base a una temporanea deroga alle regole UE sulla privacy, è scaduto il 3 aprile 2026, dopo che i legislatori non sono riusciti a raggiungere un accordo sulla sua estensione.
Le aziende hanno dichiarato di voler continuare gli sforzi per identificare e segnalare materiale di abusi sessuali su minori sulle loro piattaforme. Nella loro dichiarazione, hanno affermato che l’assenza di un quadro legale riguarda le “piattaforme responsabili” che hanno utilizzato questi sistemi per rilevare abusi e assistere le autorità.
La questione fa parte di discussioni in corso riguardo a una proposta di legislazione UE comunemente chiamata “controllo delle chat”, che introducerebbe regole per il monitoraggio delle comunicazioni online. La proposta è in negoziazione da diversi anni, con disaccordi tra istituzioni UE e Stati membri che impediscono un accordo definitivo.
La Commissione Europea ha già proposto misure che potrebbero includere la scansione dei messaggi prima della crittografia, nota anche come scansione lato cliente. Queste proposte mirano ad affrontare la distribuzione di materiale su abusi sessuali su minori, anche se non sono ancora state adottate in modo definitivo.
Il mancato prolungamento del quadro giuridico provvisorio è seguito a una mancanza di compromessi tra il Parlamento europeo e gli Stati membri. Alcuni stati membri hanno sostenuto il mantenimento delle capacità di monitoraggio, mentre i legislatori del Parlamento Europeo hanno rifiutato di approvare una proroga senza ulteriori accordi su garanzie e ambito.
Le aziende tecnologiche hanno dichiarato di cercare una soluzione che fornisca chiarezza legale e consenta il funzionamento continuativo dei sistemi di rilevamento esistenti mentre una legislazione più ampia viene finalizzata. Hanno invitato le istituzioni UE a concludere le trattative su un quadro normativo che definisca come tale monitoraggio possa essere condotto.
Le discussioni sono ancora in corso, con istituzioni UE che stanno valutando possibili soluzioni provvisorie e una legislazione a lungo termine che regoli il rilevamento di contenuti illegali nelle comunicazioni private.