OpenAI sta affrontando una proposta di causa collettiva che accusa l’azienda di aver condiviso segretamente conversazioni degli utenti e informazioni personali di ChatGPT con Meta e Google tramite tecnologie di tracciamento online integrate sul proprio sito web.
La causa, intentata presso un tribunale federale della California, sostiene che OpenAI abbia utilizzato strumenti di tracciamento come Meta Pixel e Google Analytics sulle pagine di ChatGPT in modi che trasmettevano query degli utenti, indirizzi email, ID utente e informazioni di navigazione a piattaforme pubblicitarie terze senza il dovuto consenso.
Secondo il reclamo, gli utenti ritenevano che le loro conversazioni con ChatGPT fossero private, in particolare quando si trattava di argomenti sensibili come finanze, salute, questioni legali o relazioni personali. I querelanti sostengono che l’invio di questi dati a società di pubblicità e analisi abbia violato le leggi sulla privacy e le promesse di OpenAI sulla riservatezza.
La causa sostiene che OpenAI abbia integrato il codice di tracciamento Facebook Pixel di Meta e gli script di Google Analytics su tutta l’infrastruttura di ChatGPT, consentendo la trasmissione automatica dei dati sulle interazioni degli utenti a sistemi esterni. I querelanti sostengono che la condivisione dei dati abbia incluso parti di prompt chatbot, identificatori di account, informazioni di sessione e metadati legati al comportamento degli utenti.
Il reclamo sostiene che molti utenti non avrebbero condiviso informazioni altamente personali con ChatGPT se avessero saputo che le conversazioni avrebbero potuto essere esposte a reti pubblicitarie di terze parti. I querelanti stanno chiedendo risarcimento e ordini giudiziari che impediscano a OpenAI di continuare le presunte pratiche.
Il caso aumenta la crescente pressione legale sulle aziende di IA riguardo a privacy, copyright e pratiche di raccolta dati. OpenAI sta già affrontando diverse cause legali legate a come ChatGPT gestisce materiale protetto da copyright, informazioni personali e potenzialmente dannosi risultati.
Meta sta inoltre affrontando un crescente controllo legale riguardante la raccolta dati e le pratiche di addestramento dell’IA. All’inizio di questo mese, diversi importanti editori hanno citato in giudizio Meta per affermazioni secondo cui l’azienda avrebbe utilizzato libri piratati e materiali protetti da copyright per addestrare i suoi modelli di IA Llama senza autorizzazione.
I ricercatori sulla privacy hanno sempre più avvertito che i chatbot AI potrebbero diventare importanti piattaforme di raccolta dati perché gli utenti spesso divulgano dettagli intimi durante le conversazioni. A differenza dei motori di ricerca tradizionali, i sistemi di IA generativa favoriscono interazioni di lunga durata in cui gli utenti possono rivelare informazioni personali sulla salute, dettagli finanziari, questioni legali, password o dati sul posto di lavoro.