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ShinyHunters respinge le affermazioni dell’FBI secondo cui l’arresto avrebbe fatto cadere uno dei suoi leader

ShinyHunters si oppone alla rappresentazione dell’FBI di un recente arresto nei Paesi Bassi, insistendo che il professionista della cybersecurity detenuto non fa parte dell’attuale operazione e che il gruppo rimane intatto dall’indagine.

 

 

Le autorità olandesi hanno arrestato un uomo di 24 anni di Amsterdam il 15 settembre nell’ambito di un’indagine su ShinyHunters. Il sospetto è stato identificato dal suo ex datore di lavoro e dai media come Pepijn van der Stap, un professionista della cybersecurity che in passato ha scontato una pena detentiva per reati di hacking ed estorsione.

L’FBI ha presentato l’arresto come una scoperta importante. Il Vice Direttore della Divisione Cyber, Brett Leatherman, ha descritto il sospetto come uno dei presunti leader di ShinyHunters e ha affermato che l’individuo e i suoi complici sono stati collegati ad attacchi contro più di 140 organizzazioni dallo scorso anno. L’agenzia stima che l’operazione abbia riscosso almeno 70 milioni di dollari in pagamenti di estorsione.

ShinyHunters contesta questa caratterizzazione. In dichiarazioni rilasciate dopo l’annuncio, il gruppo ha negato che Van der Stap sia associato alla sua attuale operazione e ha respinto le ipotesi secondo cui la sua detenzione rappresenti un grave disturbo.

La disputa è complicata dal precedente coinvolgimento di Van der Stap in crimini informatici. È stato arrestato nel 2023 e successivamente condannato per reati di hacking, furto di dati ed estorsione legati a precedenti attività di ShinyHunters. Dopo aver lasciato il carcere, si è presentato pubblicamente come riformato e ha lavorato nella cybersecurity offensiva.

Il nome di ShinyHunters è cambiato anche mano ed è diventato associato a comunità di cybercriminalità sovrapposte nel corso degli anni. Questo rende più complicato identificare chi attualmente controlla l’operazione rispetto a trattarla come un’organizzazione convenzionale con una struttura di membri fissa.

Gli investigatori olandesi non hanno dettagliato pubblicamente le prove che collegano Van der Stap agli attacchi più recenti del gruppo. Le autorità hanno sequestrato dispositivi di archiviazione e stanno esaminandone il contenuto, mentre un tribunale di Rotterdam ha ordinato che rimanga in detenzione preventiva per altri 90 giorni.

L’arresto precede il recente confronto di ShinyHunters con l’FBI. Van der Stap era già in custodia quando il gruppo ha dichiarato pubblicamente il 22 settembre di aver compromesso FBIJobs.gov e rubato informazioni sensibili sul personale.

ShinyHunters ha affermato che l’intrusione dell’FBI ha causato il furto di diversi terabyte di informazioni riguardanti agenti, dipendenti e candidati al lavoro. L’FBI ha riconosciuto un incidente di cybersecurity che coinvolge FBIJobs.gov e l’esposizione di alcune informazioni personali dei dipendenti, ma la portata completa delle affermazioni degli hacker non è stata confermata in modo indipendente.

Il gruppo ha poi dichiarato di non aver mai avuto intenzione di pubblicare o vendere informazioni all’FBI. Ha definito l’operazione una campagna di pubblicità volta a contestare un avviso dell’FBI che, secondo ShinyHunters, descriveva in modo impreciso i suoi metodi.

L’FBI, nel frattempo, ha adottato un approccio molto diverso dopo l’arresto olandese. Leatherman ha pubblicamente incoraggiato altri partecipanti a ShinyHunters a contattare le autorità, mentre il direttore dell’FBI Kash Patel ha detto che gli investigatori stanno seguendo ulteriori piste generate dal caso.

Per ora, le due parti stanno presentando versioni nettamente diverse di ciò che l’arresto significa. L’FBI considera l’uomo detenuto un presunto leader il cui arresto potrebbe aiutare a smascherare ulteriori partecipanti, mentre ShinyHunters sostiene di non avere alcun legame con l’attuale operazione e insiste che le sue attività rimangano intatte.