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TikTok e YouTube criticati dall’ente regolatore britannico per l’esposizione di contenuti dannosi tra gli adolescenti

L’ente regolatore britannico dei media Ofcom ha accusato TikTok e YouTube di non aver implementato protezioni più forti per i bambini, nonostante le crescenti prove che gli adolescenti siano regolarmente esposti a contenuti dannosi tramite algoritmi di raccomandazione.

 

 

Secondo una nuova ricerca di Ofcom, il 73% degli utenti britannici tra gli 11 e i 17 anni ha incontrato contenuti online dannosi in un periodo di quattro settimane. I regolatori hanno affermato che i feed di raccomandazioni personalizzati sono la principale fonte di visibilità, con TikTok identificato più frequentemente, seguito da YouTube, Instagram e Snapchat.

Il regolatore ha dichiarato che TikTok e YouTube non si sono impegnati a “cambiamenti significativi” dopo che Ofcom aveva richiesto garanzie più forti all’inizio di quest’anno. Entrambe le aziende avrebbero sostenuto che i loro sistemi attuali forniscono già una protezione adeguata agli utenti più giovani. Ofcom non era d’accordo, affermando che le prove disponibili suggeriscono che le piattaforme restino “non abbastanza sicure” per i bambini.

Le critiche arrivano in un contesto di più ampi sforzi di applicazione legati all’Online Safety Act del Regno Unito, entrato in vigore nel 2025. La legislazione richiede alle principali piattaforme online di introdurre sistemi di verifica dell’età più robusti, ridurre l’esposizione a contenuti dannosi e migliorare i controlli sulla sicurezza dei bambini. Le aziende che non rispettano il rispetto possono affrontare multe fino a £18 milioni o il 10% del fatturato annuo globale.

Ofcom ha dichiarato che diverse piattaforme concorrenti, tra cui Meta, Snap e Roblox, hanno già accettato di implementare ulteriori misure di sicurezza per i minori. Queste includono controlli sull’età più rigorosi, strumenti di controllo parentale più forti e protezioni pensate per prevenire il contatto tra adulti e minorenni.

Ricercatori e gruppi per la sicurezza dei bambini hanno sempre più avvertito che i feed guidati da algoritmi possono amplificare contenuti dannosi raccomandando continuamente contenuti emotivamente coinvolgenti o dipendenti a un pubblico più giovane. Gli studi hanno collegato i sistemi di raccomandazione all’esposizione che coinvolgono materiale di autolesionismo, contenuti sui disturbi alimentari, disinformazione, propaganda estremista e molestie online.

L’ente regolatore ha inoltre evidenziato le debolezze degli attuali sistemi di controllo dell’età. Ofcom ha riferito che l’84% dei bambini dagli 8 ai 12 anni continua a utilizzare piattaforme ufficialmente riservate agli utenti di età pari o superiore a 13 anni. Più della metà dei bambini intervistati ha dichiarato di aver già affrontato qualche forma di processo di verifica dell’età online, inclusi scansioni facciali, caricamenti di carte d’identità o controlli basati su selfie.

La pressione sulle aziende di social media si è intensificata a livello globale mentre i governi esaminano l’impatto che gli algoritmi di raccomandazione possono avere sulla salute mentale infantile, sulla dipendenza online e sulla distribuzione dannosa dei contenuti. Diversi paesi, tra cui Australia e Danimarca, hanno già introdotto o proposto restrizioni più severe sui social media per i minori.

I funzionari britannici stanno ora valutando se siano necessarie ulteriori misure qualora le piattaforme non miglioreranno volontariamente le protezioni. Le discussioni prevedono, secondo quanto riferito, prevedono requisiti più rigorosi di assicurazione sull’età e potenziali restrizioni all’accesso ai social media per gli utenti più giovani.