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Un attacco informatico dell’Università di Copenaghen mette a rischio i dati personali di 525.000 persone

L’Università di Copenaghen sta indagando su una grave violazione della cybersecurity dopo che hacker hanno avuto accesso a informazioni personali appartenenti a circa 525.000 persone. L’incidente ha anche compromesso migliaia di codici di accesso al campus, costringendo l’istituzione danese a introdurre restrizioni temporanee di sicurezza.

 

 

L’intrusione è stata scoperta il 20 ottobre 2026, quando l’università ha identificato un accesso non autorizzato a uno dei suoi ambienti di test. Sebbene tali sistemi vengano generalmente utilizzati per lo sviluppo e i test piuttosto che per le operazioni quotidiane, l’ambiente compromesso conteneva una consistente collezione di documenti personali.

Secondo l’università, il database esposto includeva nomi completi, numeri di identificazione nazionale danese noti come numeri CPR, numeri di telefono professionali e personali e indirizzi email privati. Gli investigatori stanno ancora determinando quali registri siano stati consultati e l’estensione completa dell’esposizione.

L’università ha reso pubblico la violazione il 23 ottobre, affermando che l’accesso degli aggressori era stato bloccato. A quel punto, i funzionari non hanno riportato prove che l’intrusione avesse colpito i sistemi che supportano le normali attività accademiche o interrotto le operazioni universitarie.

Ulteriori indagini hanno rivelato un’altra preoccupazione di sicurezza che coinvolgeva circa 20.000 studenti e dipendenti. Anche i codici PIN della loro carta d’identità erano stati compromessi, creando potenziali rischi per edifici e aree riservate protette da controlli elettronici di accesso.

Per precauzione, l’università ha temporaneamente sospeso l’accesso fisico a luoghi critici selezionati. Successivamente sono stati rilasciati nuovi codici PIN ai titolari di carte interessati, permettendo la riapertura delle strutture limitate.

L’istituzione ha spiegato di aver ritardato l’annuncio dei codici di accesso compromessi fino alla distribuzione dei sostituti. Ciò era inteso a ridurre la possibilità che individui non autorizzati sfruttassero le informazioni prima che fossero completate le misure protettive.

L’esposizione dei numeri CPR rappresenta una preoccupazione separata perché questi identificatori sono ampiamente utilizzati in Danimarca per scopi amministrativi e legati all’identità. Combinati con le informazioni di contatto, tali registri potrebbero aiutare i criminali a creare messaggi di phishing convincenti o a impersonare organizzazioni affidabili.

L’Università di Copenaghen ha segnalato l’incidente all’Agenzia Danese per la Protezione dei Dati e ha riconosciuto i propri obblighi ai sensi del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea. Ha inoltre promesso ulteriori aggiornamenti man mano che gli investigatori stabiliranno l’entità della violazione.