Meta ha offerto agli sviluppatori concorrenti di chatbot AI un accesso temporaneo gratuito a WhatsApp in Europa mentre l’azienda cerca di affrontare le crescenti preoccupazioni antitrust da parte dei regolatori dell’Unione Europea.
Secondo diversi rapporti, la proposta di Meta consentirebbe agli assistenti AI concorrenti, incluse piattaforme come ChatGPT di OpenAI, di utilizzare gratuitamente l’API Business di WhatsApp per un periodo limitato. Una volta che l’utilizzo supera una certa soglia di messaggi, Meta inizierebbe a far pagare gli sviluppatori per l’accesso.
La mossa segue la crescente pressione della Commissione Europea, che sta indagando se Meta abbia limitato ingiustamente la concorrenza limitando l’accesso a WhatsApp per i servizi di IA di terze parti. I regolatori avrebbero preso in considerazione la possibilità di costringere Meta ad aprire completamente la piattaforma mentre l’indagine antitrust rimane attiva.
Meta ha originariamente introdotto una politica nel gennaio 2026 che di fatto bloccava i chatbot AI generici concorrenti dal funzionare su WhatsApp. Secondo le regole aggiornate, solo Meta AI poteva funzionare nativamente all’interno della piattaforma di messaggistica, suscitando critiche da parte di concorrenti e regolatori.
A marzo, Meta ha parzialmente rivisto la politica e ha iniziato a permettere ai fornitori esterni di chatbot AI di accedere a WhatsApp tramite l’accesso API a pagamento. Tuttavia, i critici hanno sostenuto che la struttura dei prezzi creasse barriere finanziarie che favorivano l’ecosistema AI di Meta.
L’ultima proposta sembra pensata per evitare potenziali sanzioni regolamentari e alleviare i timori che Meta possa dominare il mercato in crescita degli assistenti AI sfruttando la vasta base utenti di WhatsApp. Attualmente WhatsApp serve più di tre miliardi di utenti a livello globale, rendendolo una delle più grandi piattaforme di distribuzione per i servizi di IA per consumatori.
Nonostante la concessione, alcune aziende IA più piccole rimangono insoddisfatte dell’offerta di Meta. Gli sviluppatori coinvolti nel reclamo dell’UE avrebbero sostenuto che l’accordo di accesso temporaneo non risolve completamente le preoccupazioni di concorrenza perché Meta AI stessa non è soggetta alle stesse limitazioni o commissioni.
La Commissione Europea non ha ancora annunciato una decisione definitiva sul fatto che accetterà la proposta di Meta o continuerà a perseguire misure formali di applicazione. I regolatori hanno affermato che la loro priorità rimane mantenere un ecosistema di assistenti AI aperto e competitivo all’interno del mercato digitale europeo.
Il caso mette in evidenza un crescente scrutinio globale su come le grandi aziende tecnologiche integrino l’intelligenza artificiale nelle piattaforme di comunicazione dominanti. I regolatori temono sempre più che le grandi piattaforme possano utilizzare il controllo su ecosistemi di messaggistica, store di app e API per sopprimere i concorrenti IA più piccoli prima che il mercato maturi completamente.