L’Agenzia dell’Unione Europea per la Cooperazione nella Giustizia Penale (Eurojust) ha coordinato un’operazione che ha portato all’interruzione di un grande call center fraudolento in Ucraina e all’arresto di 11 persone accusate di essere coinvolte in frodi transfrontaliere. Authorities described l’attività come parte di un’indagine più ampia sulla criminalità informatica organizzata e sulle frodi nei pagamenti che colpiscono le vittime in diversi paesi.
L’azione è seguita a un’indagine guidata da Eurojust e supportata dalle agenzie nazionali di polizia di diversi Stati membri dell’UE. Procuratori e investigatori hanno collaborato con le autorità ucraine per identificare le località associate alle operazioni del call center. Le ricerche in questi siti hanno portato alla luce prove di schemi di frode e apparecchiature elettroniche utilizzate in attività criminali.
Le autorità hanno arrestato 11 sospetti in Ucraina in relazione al caso. I funzionari hanno detto che si ritiene che le persone siano coinvolte nell’orchestrazione o facilitazione di attività fraudolente su larga scala che prendevano di mira individui e imprese al di fuori dell’Ucraina. I sospetti sono stati arrestati dalle forze dell’ordine ucraine in coordinamento con Eurojust. I dettagli sulle accuse specifiche non sono stati resi pubblici in tutti i casi mentre le indagini proseguivano.
Gli investigatori hanno detto che il call center era coinvolto in una serie di truffe, inclusi schemi che ingannavano le vittime facendole trasferire denaro o rivelare informazioni finanziarie sensibili. Tali operazioni spesso coinvolgono l’ingegneria sociale, dove gli operatori dei call center si spacciano per funzionari, rappresentanti aziendali o personale di supporto tecnico per convincere le vittime ad agire dannose per le loro finanze. Gli investigatori hanno raccolto registri elettronici e materiali di comunicazione dai siti come parte degli sforzi per costruire casi contro i sospetti.
Eurojust ha affermato che la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE e i paesi partner è un fattore chiave nell’operazione. I procuratori dei paesi interessati hanno fornito informazioni di intelligence e dettagli del caso che hanno aiutato le forze dell’ordine a tracciare il ruolo del call center nelle attività di frode transnazionale. L’agenzia ha sottolineato che affrontare questo tipo di criminalità organizzata richiede misure legali e investigative coordinate.
I funzionari hanno osservato che call center fraudolenti che operano oltre confine possono sfruttare le differenze nelle leggi nazionali e nelle capacità di applicazione. L’operazione mirava a disturbare le infrastrutture utilizzate dai truffatori e a prevenire ulteriori danni alle vittime negli stati dell’UE e oltre. Gli investigatori hanno dichiarato che le prove sequestrate nei locali supporterebbero i procedimenti in corso e potrebbero portare a ulteriori arresti man mano che le indagini proseguiscono.
Le autorità non hanno fornito stime sulle perdite finanziarie totali attribuite alle attività del call center, e le indagini sull’intera portata della rete sono ancora in corso. Eurojust e le agenzie partner hanno dichiarato che continueranno ad intraprendere azioni legali e a rafforzare la cooperazione per contrastare le frodi transnazionali e la criminalità informatica.
