Un tribunale lussemburghese ha annullato una multa di 746 milioni di euro inflitta ad Amazon, una società tecnologica statunitense, per presunte violazioni delle norme europee sulla protezione dei dati, dopo aver riscontrato errori nel calcolo e nella giustificazione della sanzione.

 

 

La multa è stata originariamente emessa nel 2021 dalla Commissione Nazionale per la Protezione dei Dati del Lussemburgo, l’autorità nazionale per la protezione dei dati, a seguito di un’indagine sulle pratiche di pubblicità comportamentale online di Amazon. L’ente regolatore concluse all’epoca che Amazon trattava i dati degli utenti per pubblicità mirata senza un valido consenso, in violazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati.

Amazon ha fatto ricorso contro la decisione, sostenendo che la sanzione fosse sproporzionata. Il Tribunale Amministrativo del Lussemburgo si pronunciò a favore della società, affermando che il regolatore non aveva spiegato adeguatamente come calcolasse la multa di €746 milioni e non aveva valutato se le azioni della società fossero intenzionali o negligenti.

La corte ha inoltre rilevato che l’autorità non aveva considerato adeguatamente misure correttive alternative prima di imporre la sanzione economica. Di conseguenza, ha stabilito che la decisione era legalmente errata e ha rinviato il caso al regolatore per una nuova valutazione.

La sentenza non ignora le conclusioni di fondo relative alle pratiche di trattamento dei dati di Amazon. L’ente regolatore ha dichiarato in una dichiarazione che il tribunale ha supportato gran parte della sua analisi originale e ha confermato che il riferimento di Amazon a “interessi legittimi” come base legale per il trattamento dei dati degli utenti non era giustificato.

L’indagine su Amazon è iniziata nel 2018 a seguito di una denuncia del gruppo francese di advocacy La Quadrature du Net riguardo alle pratiche pubblicitarie dell’azienda. La sanzione di 746 milioni di euro rimane una delle multe più elevate nell’ambito del quadro GDPR.

Amazon ha dichiarato di accogliere con favore la decisione della corte, affermando di non essere d’accordo con la sentenza originale e con la portata della multa. Il regolatore lussemburghese ha dichiarato che continuerà a gestire il caso in linea con le conclusioni del tribunale.

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