Il rivenditore online olandese Bol sta affrontando interruzioni nelle consegne e una possibile esposizione delle informazioni dei clienti dopo che hacker hanno ottenuto accesso a sistemi gestiti da uno dei suoi fornitori di logistica di magazzini. Secondo l’azienda, l’infrastruttura tecnologica di Bol non è stata compromessa.
Bol ha appreso dell’incidente di sicurezza il 1° agosto, quando è stato informato che una parte non autorizzata aveva accedito a due sistemi IT appartenenti al fornitore esterno. I sistemi interessati contenevano informazioni utilizzate per elaborare e consegnare gli ordini dei clienti.
Il rivenditore ha risposto sospendendo i trasferimenti dati alla società di logistica mentre l’incidente veniva indagato. L’accesso della parte non autorizzata è stato bloccato e sono stati chiamati specialisti esterni in cybersecurity per determinare come si sia verificata l’intrusione e stabilire l’entità della compromessa.
L’incidente ha già colpito alcuni clienti a livello operativo. Gli ordini gestiti attraverso il magazzino interessato potrebbero essere arrivati in ritardo o essere stati cancellati mentre le aziende rispondevano all’attacco.
Ancora più importante, gli investigatori hanno stabilito che le informazioni necessarie per l’elaborazione di tali ordini potrebbero essere state consultate o copiate. Bol sta quindi trattando l’incidente come una violazione dei dati personali e ha notificato l’Autorità Olandese per la Protezione dei Dati.
I registri potenzialmente compromessi includono nomi clienti, indirizzi di consegna, numeri di telefono, informazioni sugli ordini e dettagli di tracciamento e tracciamento. Bol ha affermato che attualmente non ci sono indicazioni che siano coinvolte password degli account, credenziali di accesso dei clienti o dati di pagamento.
Il numero di persone coinvolte rimane sconosciuto. Invece di notificare l’intera clientela, Bol ha dichiarato di aver contattato clienti le cui informazioni potrebbero essere presenti nei sistemi compromessi.
Ulteriori segnalazioni hanno identificato l’operatore del magazzino interessato come CEVA Logistics. Bol avrebbe nominato CEVA nelle comunicazioni inviate direttamente ai clienti interessati. I media olandesi hanno anche riportato che dati presumibilmente ottenuti dall’incidente sono apparsi in vendita sul dark web. Le informazioni disponibili non stabiliscono in modo indipendente il contenuto o la completezza del dataset pubblicizzato.
La possibile esposizione crea un ulteriore rischio anche senza che password o informazioni finanziarie vengano compromesse. Dettagli su acquisti reali, indirizzi di consegna e tracciamento dei pacchi possono fornire un contesto utile per convincere i messaggi di phishing. Un attaccante potrebbe potenzialmente impersonare un rivenditore o una società di consegna facendo riferimento a informazioni che fanno sembrare legittima una comunicazione fraudolenta.
Bol ha quindi consigliato ai clienti interessati di essere particolarmente cauti riguardo a email, messaggi di testo o chiamate impreviste riguardanti i loro ordini e consegne.
Il rivenditore ha sottolineato che l’intrusione è avvenuta al di fuori del proprio ambiente IT. Sulla base delle sue indagini finora, non ci sono prove che gli attaccanti abbiano avuto accesso ai sistemi di bol.
L’incidente sembra avere anche implicazioni che vanno oltre un singolo rivenditore. Il grande magazzino olandese De Bijenkorf ha recentemente rivelato una possibile violazione dei dati di un cliente separata che coinvolge un fornitore esterno di logistica. De Bijenkorf non ha identificato pubblicamente quella società come CEVA Logistics, quindi un collegamento tra i due incidenti non può essere confermato solo dalle dichiarazioni pubbliche delle aziende.
Per il bol, le conseguenze immediate riguardano sia la privacy dei clienti che la logistica. L’indagine deve ancora determinare quanti clienti siano stati colpiti, quali informazioni siano state copiate esattamente e se i dati che circolano nei mercati della criminalità informatica provengono dai sistemi di magazzino compromessi.
