Gli hacker che prendono di mira la società di consegna alimentari Flink hanno adottato un approccio insolito all’estorsione chiedendo pagamenti in criptovalute direttamente ai clienti le cui informazioni personali sono state esposte in una recente violazione dei dati.

 

 

Flink ha confermato che una parte non autorizzata ha avuto accesso a uno dei suoi sistemi interni, esponendo informazioni dei clienti tra cui nomi, indirizzi email, indirizzi postali e numeri di telefono. Alcuni documenti interessati contenevano anche dettagli di consegna come numeri di piano, nomi visualizzati sui campanelli e istruzioni di consegna individuali.

L’azienda ha dichiarato che le password non sono state compromesse. Informazioni di fatturazione, dettagli dei conti bancari e carte di pagamento non sono stati influenzati, secondo Flink.

Un’operazione di cybercrimini appena emersa che si fa chiamare LPG Group ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. Il gruppo afferma di aver ottenuto informazioni appartenenti a oltre un milione di clienti Flink e a 13.000 dipendenti, anche se Flink non ha confermato tali cifre.

Invece di limitare la sua campagna di pressione all’azienda, LPG Group ha iniziato a contattare individui le cui informazioni sarebbero state presumibilmente rubate. I clienti hanno ricevuto email che chiedono 0,005 ETH, per un valore di circa 10-12 € al momento della segnalazione, in cambio del fatto di impedire che le loro informazioni vengano vendute sul dark web.

Gli aggressori hanno anche richiesto 100 ETH a Flink, per un valore di circa 238.000 €, e affermano che cancelleranno le informazioni rubate se verrà effettuato il pagamento maggiore. I loro messaggi danno alle vittime una scadenza del 2 ottobre e incoraggiano i destinatari a inoltrare la richiesta di riscatto a Flink per aumentare la pressione sull’azienda.

Questo approccio aggiunge un ulteriore livello al tradizionale modello di estorsione ransomware. Invece di affidarsi solo alla pressione contro l’organizzazione violata, gli attaccanti cercano di trasformare i clienti in ulteriori fonti di pagamento di riscatto, usando contemporaneamente le loro preoccupazioni per fare pressione su Flink.

Flink afferma di essere consapevole che i criminali stanno contattando clienti e dipendenti e ha esplicitamente avvertito le persone coinvolte di non rispondere o inviare denaro.

L’azienda ha bloccato l’accesso non autorizzato dopo aver scoperto l’incidente e introdotto ulteriori misure di sicurezza. Specialisti esterni in informatica forense e cybersecurity stanno assistendo nell’indagine sulla violazione.

Flink ha inoltre segnalato l’incidente all’autorità tedesca per la protezione dei dati e alle forze dell’ordine, con segnalazioni presentate alla polizia in Germania e nei Paesi Bassi.

Come gli aggressori abbiano inizialmente ottenuto l’accesso rimane meno chiaro. I rapporti hanno collegato l’intrusione a credenziali compromesse dei dipendenti, ma Flink non ha fornito pubblicamente una spiegazione tecnica dettagliata su come tali credenziali siano state ottenute.

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