Le autorità francesi hanno chiamato le principali aziende tecnologiche a colloqui d’emergenza mentre i disordini violenti continuano in tutto il paese. Il governo vuole che le piattaforme social limitino i contenuti che incoraggiano attività criminali, impedendo al contempo la vendita di merce rubata tramite mercati online.

 

 

La ministra degli Affari Digitali Anne Le Hénanff ha convocato i rappresentanti di sei aziende tecnologiche martedì 20 ottobre, dopo diversi giorni di rivolte, atti vandalici e saccheggi diffusi. Meta, che gestisce Facebook e Instagram, e TikTok sono state tra le aziende coinvolte nelle discussioni sulle loro responsabilità durante i disordini.

I funzionari hanno esortato le piattaforme a rafforzare la moderazione delle dirette in diretta, dei filmati violenti, dei post che incoraggiano attività illegali e dei messaggi che promuovono violazioni dei coprifuoco locali. Hanno inoltre sollevato preoccupazioni riguardo a immagini manipolate e video generati da IA che potrebbero fuorviare gli spettatori o aumentare le tensioni.

L’intervento segue manifestazioni nazionali per l’aumento dei costi della vita e dei servizi pubblici, inclusa l’istruzione. Le proteste sono degenerate in violenze gravi durante il fine settimana, con le autorità che hanno segnalato oltre 2.400 arresti e danni estesi alle imprese.

I social media hanno avuto un ruolo di primo piano nella documentazione e diffusione dei filmati dei disordini. I video che mostrano scontri con la polizia, attività commerciali danneggiate e saccheggi hanno attirato milioni di visualizzazioni, mentre i messaggi online promuovono ulteriori manifestazioni previste per il 24 ottobre.

Alcune immagini ampiamente diffuse si sono rivelate anche fuorvianti. Immagini generate dall’IA che raffigurano incidenti fittizi durante le rivolte si sono diffuse sui social network, complicando gli sforzi per distinguere le riprese autentiche dal materiale fabbricato.

Separatamente, il governo francese ha raggiunto un accordo con i marketplace online per affrontare la rivendita di beni rubati. Rappresentanti di Vinted, eBay, Amazon, Leboncoin, Meta e TikTok hanno partecipato a discussioni sull’identificazione di annunci sospetti e sulla collaborazione con gli investigatori.

Secondo l’accordo, le piattaforme partecipanti monitoreranno pubblicità potenzialmente collegate a merce saccheggiata, condivideranno i rapporti pertinenti con le autorità e forniranno aggiornamenti sulle loro attività di legge. Vinted ha già confermato di aver aumentato i controlli e rimosso le inserzioni sospettate di coinvolgimento di beni rubati.

L’approccio del governo ha anche suscitato un dibattito sulla limitazione dell’accesso ai social network. L’ex Primo Ministro Gabriel Attal ha suggerito chiusure temporanee e mirate delle piattaforme nelle aree che soffrono di gravi violenze, sostenendo che i servizi online possono contribuire alla diffusione dei disordini.

Tuttavia, i partecipanti hanno indicato che durante l’incontro di martedì non si è discusso i blackout sui social media. Le autorità si sono invece concentrate sulla moderazione dei contenuti e sulla cooperazione con le aziende tecnologiche.

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