Una falla di sicurezza che ha colpito diverse generazioni di portafogli hardware Coldcard ha lasciato gli utenti bitcoin a corsa per proteggere i propri fondi dopo che gli attaccanti avrebbero rubato almeno 594 BTC, per un valore di circa 38 milioni di dollari ai prezzi attuali. Il produttore, la società canadese Coinkite, ha riconosciuto la vulnerabilità e ha esortato i clienti interessati a migrare i propri fondi utilizzando nuovi seed di recupero generati.
Il problema riguarda le frasi di recupero, comunemente note come parole seed, create su specifiche versioni del firmware di Coldcard. Secondo Coinkite, i wallet generati sul Mk3 con firmware 4.0.1 o successivo, così come alcuni dispositivi Mk4, Q e Mk5 prima del rilascio del firmware patchato, potrebbero aver prodotto frasi seed con una casualità insufficiente. Se gli attaccanti riescono a prevedere quelle parole seed, possono ripristinare il wallet altrove e trasferire la criptovaluta memorizzata.
Coinkite ha rilasciato aggiornamenti firmware per correggere il problema, ma l’azienda ha avvertito che installare l’aggiornamento da solo non è sufficiente a proteggere i wallet esistenti. Gli utenti le cui frasi di recupero sono state create utilizzando firmware interessato devono generare una frase seed completamente nuova e trasferire i loro bitcoin su un wallet appena creato. L’azienda ha pubblicato istruzioni di migrazione per i clienti che ritiene possano essere a rischio.
L’avviso si estende anche oltre i dispositivi Coldcard stessi. Gli ingegneri di sicurezza di Block, l’azienda dietro il wallet hardware Bitkey, hanno osservato che gli utenti restano vulnerabili se importano una frase di recupero originariamente creata su una Coldcard interessata in un altro wallet. Poiché il seed sottostante rimane invariato, spostarlo su hardware diverso non elimina il rischio. Diversi altri produttori di wallet, tra cui Trezor, Blockstream, Foundation e Tangem, hanno consigliato ai clienti che in precedenza migravano le frasi di recupero di Coldcard di creare nuovi wallet con seed appena generati.
Coinkite ha dichiarato di non essere a conoscenza del problema sottostante fino a poco tempo fa, descrivendolo come una combinazione di sottili bug software che riducevano la casualità utilizzata durante la generazione dei seed in alcune versioni del firmware. L’azienda ritiene che un attaccante sia riuscito infine a sfruttare questa debolezza prevedendo frasi di recupero e svuotando i wallet interessati.
Durante la discussione di come il difetto possa essere stato scoperto, Coinkite ha detto di non poter escludere la possibilità che strumenti di intelligenza artificiale abbiano contribuito ad analizzare il suo codice sorgente pubblicamente disponibile. L’azienda ha sottolineato che questa rimane un’assunzione piuttosto che una scoperta confermata. Secondo Coinkite, recentemente ha utilizzato un modello avanzato di IA per esaminare lo stesso codice base, ma il modello non ha identificato la vulnerabilità prima che venisse scoperta.
L’incidente ha riacceso il dibattito all’interno della comunità Bitcoin sull’importanza di proteggere grandi depositi di criptovalute con i wallet multifirma, che richiedono l’approvazione di più dispositivi indipendenti prima che i fondi possano essere trasferiti. Gli esperti di sicurezza hanno esortato gli utenti interessati a non ritardare la migrazione dei wallet vulnerabili, sottolineando però che creare una nuova frase di recupero è l’unico modo affidabile per eliminare il rischio associato al compromesso processo di generazione dei seed. L’indagine sugli attacchi è ancora in corso.
