L’ente regolatore britannico sulla privacy sta indagando se i produttori di smart TV stiano raccogliendo e utilizzando le informazioni personali degli spettatori in conformità con le leggi sulla protezione dei dati.

 

 

L’Information Commissioner’s Office (ICO) ha annunciato che esaminerà come i produttori di smart TV raccolgano, elaborano e condividono i dati degli utenti, in un contesto di crescenti preoccupazioni che molti consumatori non comprendano appieno quante informazioni raccolgano i loro dispositivi.

Secondo l’ente regolatore, le smart TV moderne possono raccogliere informazioni approfondite sulle abitudini di visione, inclusi cosa guardano gli utenti, quando lo guardano, quanto tempo passano a guardare contenuti e come interagiscono con applicazioni e servizi. Questi dati vengono spesso utilizzati per costruire profili dettagliati dei consumatori per pubblicità, raccomandazioni e analisi.

L’indagine segue una ricerca commissionata dall’ICO che ha riscontrato una diffusa confusione sulle pratiche di raccolta dati nei dispositivi connessi. Un terzo degli intervistati ha dichiarato di non comprendere come i dispositivi intelligenti raccolgano, utilizzino e condividano informazioni personali, mentre oltre il 40% ha espresso preoccupazioni su come vengono gestiti i propri dati.

William Malcolm, Direttore Esecutivo per il Rischio e l’Innovazione Regolatoria dell’ICO, ha affermato che i dispositivi connessi elaborano alcune delle informazioni più sensibili sulla vita delle persone, inclusi dati relativi alle routine quotidiane, alla vita familiare e alle abitudini personali. Il regolatore vuole che i produttori garantiscano che le tutele della privacy siano integrate nei prodotti fin dalla fase di progettazione piuttosto che aggiunte in seguito.

Un’area chiave di preoccupazione è la trasparenza e il consenso. L’ICO ha affermato che i produttori devono spiegare chiaramente quali informazioni vengono raccolte, perché vengono raccolte, per quanto tempo resteranno conservate e se saranno condivise con terze parti. L’ente regolatore ha inoltre sottolineato che le aziende devono avere una valida base legale per il trattamento delle informazioni personali, in particolare quando si utilizzano dati di visualizzazione per profiling o pubblicità mirata.

La recensione nel Regno Unito arriva mentre i produttori di smart TV sono sotto crescente scrutinio altrove. Negli Stati Uniti, il procuratore generale del Texas Ken Paxton ha intentato cause legali contro diversi grandi produttori di TV, accusandoli di raccogliere dati di visione tramite tecnologia automatizzata di riconoscimento dei contenuti senza ottenere il corretto consenso degli utenti. Le cause descrivono la tecnologia come una forma di sorveglianza domestica utilizzata per costruire profili pubblicitari.

I regolatori sono particolarmente concentrati sulle tecnologie che monitorano ciò che appare sullo schermo televisivo, anche quando gli spettatori utilizzano dispositivi esterni come decoder di streaming o console di gioco. I sostenitori della privacy sostengono che molti utenti restano ignari che queste funzionalità siano abilitate o di come le informazioni raccolte possano essere utilizzate.

L’ICO ha dichiarato che interagirà direttamente con i produttori di smart TV durante tutto l’anno per valutare la conformità alle leggi sulla privacy del Regno Unito e determinare se siano necessarie ulteriori azioni di applicazione. Le aziende ritenute colpite in violazione dei requisiti di protezione dei dati potrebbero affrontare sanzioni significative ai sensi delle normative britanniche.

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