Meta sta introducendo una nuova modalità “Incognito Chat” per Meta AI su WhatsApp, promettendo agli utenti conversazioni AI completamente private a cui nemmeno Meta stessa dovrebbe essere accessibile.
La funzione è pensata per affrontare le crescenti preoccupazioni sulla privacy riguardo ai chatbot IA, poiché gli utenti condividono sempre più informazioni sensibili personali, finanziarie, sanitarie e lavorative con sistemi di IA generativa.
Secondo Meta, Incognito Chat utilizza l’infrastruttura “Private Processing” dell’azienda per creare conversazioni AI temporanee criptate ed elaborate in un ambiente sicuro isolato dai sistemi di Meta. L’azienda afferma che le conversazioni non vengono memorizzate di default e scompaiono automaticamente dopo la fine delle sessioni.
Il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, ha descritto la funzione come il primo grande sistema di chat AI in cui i log delle conversazioni non sono memorizzati sui server. Meta sostiene che l’architettura impedisce sia ai dipendenti che agli attaccanti esterni di visualizzare il contenuto dei messaggi.
La nuova modalità verrà distribuita gradualmente su WhatsApp e sull’app standalone Meta AI nei prossimi mesi. Inizialmente, la Chat Incognito supporterà solo conversazioni di testo, con il caricamento di immagini e il multimedia disabilitati al lancio.
Meta afferma che questa mossa riflette come gli utenti stiano iniziando a trattare i sistemi di IA più come consulenti personali o terapeuti, ponendo domande altamente sensibili che forse non vorrebbero conservare permanentemente. Il responsabile di WhatsApp, Will Cathcart, ha detto che molti utenti si sentono a disagio nel condividere informazioni profondamente personali con aziende di IA solo per ricevere risposte o assistenza.
L’azienda ha anche annunciato una nuova funzione chiamata “Side Chat”, che permetterà agli utenti di porre domande private a Meta AI sulle conversazioni in corso su WhatsApp senza dover avvisare gli altri partecipanti.
Nonostante le affermazioni di Meta sulla privacy, l’annuncio sta già generando scetticismo tra i sostenitori della privacy e i ricercatori di sicurezza. I critici sottolineano che Meta ha subito ripetuti esame sulle pratiche di raccolta dati su Facebook, Instagram e WhatsApp per anni.
Alcuni esperti avvertono anche che i sistemi di “elaborazione privata” si affidano ancora a infrastrutture cloud che potrebbero diventare obiettivi di hacker o future richieste legali. Preoccupazioni simili sono emerse riguardo ad altri chatbot IA, tra cui ChatGPT, Gemini e Claude, dove le conversazioni memorizzate sono diventate rilevanti in cause legali e indagini.
Meta sostiene che il suo sistema differisce dalle modalità “chat temporanee” o “incognito” offerte dai concorrenti perché le conversazioni non solo sono nascoste alla storia degli utenti, ma sono anche inaccessibili all’azienda stessa. In confronto, OpenAI, Google e Anthropic mantengono conversazioni temporanee per periodi variabili che vanno da giorni a settimane.
Il lancio arriva mentre le aziende di IA affrontano una crescente pressione per migliorare la trasparenza su come le conversazioni chatbot vengono memorizzate, elaborate e potenzialmente utilizzate per l’addestramento dei modelli futuri. Meta attualmente afferma che i messaggi WhatsApp ordinari rimangono protetti dalla crittografia end-to-end e non vengono utilizzati per addestrare sistemi di IA, anche se le interazioni con Meta AI possono essere gestite in modo diverso a seconda delle impostazioni e delle funzionalità utilizzate.
