Un sospettato membro del gruppo di hackeraggio ShinyHunters è stato detenuto in Giordania e sarebbe in collaborazione con l’FBI mentre gli investigatori intensificano i loro sforzi per identificare altre persone collegate all’operazione di crimine informatico.

 

 

Il sospetto è stato identificato da fonti come Saif al-Din Khader, presumibilmente conosciuto online come “Rey.” Le autorità giordane lo hanno fermato a fine settembre e le autorità del paese hanno successivamente confermato che un presunto membro del gruppo di hackeraggio è sotto indagine.

Fonti a conoscenza del caso affermano che Khader sta ora aiutando l’FBI e altre forze dell’ordine a localizzare altri hacker associati a ShinyHunters. Avrebbe fornito agli investigatori dispositivi elettronici e comunicazioni digitali che potrebbero aiutare a identificare altri partecipanti.

Le circostanze esatte che circondano la sua detenzione restano poco chiare. Le autorità non hanno spiegato pubblicamente quali accuse, se ce ne sono, Khader sia attualmente affrontato, dove sia detenuto o quali accordi possano essere stati raggiunti riguardo alla sua presunta collaborazione.

L’FBI ha inoltre evitato di discutere il caso specifico. L’ufficio ha dichiarato di continuare a indagare con decisione sul recente incidente informatico che avrebbe coinvolto ShinyHunters e ha già collaborato con partner internazionali per arrestare più sospetti.

Khader è stato precedentemente collegato a diverse parti di rilievo dell’ecosistema della criminalità informatica. Sotto l’alias Rey, è stato identificato da ricercatori e giornalisti di sicurezza come una figura associata a ShinyHunters e alla più ampia comunità di Scattered LAPSUS$ Hunters.

È stato anche collegato all’amministrazione di piattaforme di cybercrimine, inclusa una versione di BreachForums e il sito di fuga gestito dal gruppo ransomware Hellcat. Questi legami illustrano i confini sempre più sfumati tra gruppi di hacker, siti di divulgazione di dati e comunità online usate per scambiare informazioni rubate.

La sua detenzione avviene durante un’indagine internazionale in escalation su ShinyHunters. Il gruppo ha recentemente attirato particolare attenzione dopo aver rivendicato la responsabilità di aver compromesso il sito di reclutamento dell’FBI e rubato una vasta raccolta di informazioni associate a dipendenti dell’agenzia e candidati al lavoro.

ShinyHunters ha affermato di aver ottenuto tra due e tre terabyte di dati. La dimensione completa di quella raccolta non è stata confermata indipendentemente, ma il materiale esaminato durante la segnalazione includeva informazioni personali altamente sensibili collegate al personale dell’FBI.

L’FBI ha riconosciuto attività non autorizzate coinvolte FBIJobs.gov e ha avviato un’indagine. La gravità dell’incidente è diventata più chiara quando un promemoria interno dell’ufficio avrebbe ordinato al personale di operare partendo dall’assunto che informazioni dei dipendenti fossero state esposte.

La detenzione di Khader segue un altro importante sviluppo nell’indagine. La polizia olandese ha arrestato un uomo di 24 anni di Amsterdam il 15 settembre con l’accusa di coinvolgimento con ShinyHunters.

L’FBI ha descritto il sospetto come uno dei presunti leader del gruppo e ha affermato che ShinyHunters e i suoi co-cospiratori hanno violato più di 140 organizzazioni dallo scorso anno e hanno raccolto almeno 70 milioni di dollari in pagamenti di estorsione. ShinyHunters ha respinto la caratterizzazione del sospetto olandese da parte dell’FBI e ha negato che faccia parte dell’attuale operazione.

Il gruppo ha continuato a presentarsi come attivo nonostante gli arresti. Il suo sito web oscuro è temporaneamente scomparso prima di riapparire a un nuovo indirizzo, con ShinyHunters che ha dichiarato di aver spostato l’infrastruttura a causa di problemi tecnici e attacchi DDoS piuttosto che di un sequestro delle forze dell’ordine.

La collaborazione presunta di Khader potrebbe rivelarsi più significativa della perdita di un sito web. L’accesso ai dispositivi di un sospetto membro, alle comunicazioni e alle conoscenze di altri partecipanti potrebbe fornire agli investigatori informazioni su identità e relazioni normalmente nascoste dietro alias e infrastrutture online anonime.

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