Apple sta affrontando una causa collettiva di 2 miliardi di sterline nel Regno Unito per accuse secondo cui le sue regole sulla privacy mettono in svantaggio gli sviluppatori di app di terze parti, offrendo al contempo un trattamento più favorevole ai propri servizi pubblicitari.
Il caso si concentra sulla Trasparenza del Tracciamento delle Applicazioni (ATT), un framework sulla privacy introdotto da Apple nell’aprile 2021. ATT richiede alle app di terze parti per iPhone e iPad di mostrare un prompt progettato da Apple che chieda agli utenti il permesso prima di monitorare la loro attività tra app e siti appartenenti ad altre aziende.
Il sistema è stato promosso come un modo per dare agli utenti un maggiore controllo sulle proprie informazioni personali. Tuttavia, gli sviluppatori dietro la nuova azione legale sostengono che il modo in cui Apple ha implementato ATT ha creato un ambiente competitivo disomogeneo.
La richiesta è stata depositata presso il Competition Appeal Tribunal del Regno Unito il 3 settembre. È stata presentata da ATT Collective Action Limited, guidata da Ann Pope, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di Senior Director for Antitrust presso la Competition and Markets Authority.
Secondo la richiesta, gli sviluppatori terzi dovevano di fatto affrontare due requisiti di consenso: gli obblighi derivanti dalla legge sulla protezione dei dati e il prompt aggiuntivo ATT di Apple. I servizi di Apple non erano obbligati a utilizzare lo stesso prompt ATT per la pubblicità personalizzata, ma si affidavano invece a un diverso processo di consenso.
I querelanti sostengono che questa differenza abbia reso più difficile per gli sviluppatori indipendenti raccogliere informazioni utilizzate per la pubblicità mirata. Le app che dipendono fortemente dai ricavi pubblicitari potrebbero quindi guadagnare meno quando gli utenti hanno rifiutato il tracciamento.
Il caso sostiene inoltre che Apple ha introdotto ATT senza una consultazione o tempo sufficiente affinché gli sviluppatori adattassero le loro attività. I ricorrenti affermano che la posizione di Apple come operatore dell’ecosistema iOS ha lasciato agli sviluppatori poche alternative pratiche rispetto alle nuove regole se volevano continuare a raggiungere gli utenti di iPhone e iPad.
L’azione proposta da 2 miliardi di sterline copre migliaia di sviluppatori di app nel Regno Unito. Poiché è stata presentata come richiesta collettiva di esclusione automatica, gli sviluppatori britannici idonei sono automaticamente rappresentati a meno che non decidano di abbandonare l’azione. Copre gli sviluppatori che hanno generato entrate pubblicitarie da app iOS di terze parti o che hanno speso denaro pubblicitario per attrarre utenti verso quelle app.
Apple respinge le accuse. L’azienda sostiene di essere soggetta agli stessi requisiti ATT degli altri sviluppatori e afferma che la funzione è stata progettata per offrire agli utenti una scelta semplice rispetto al tracciamento tra aziende.
La controversia segue un più ampio controllo regolatorio su ATT in Europa. Le autorità della concorrenza in diversi paesi hanno esaminato se l’implementazione di Apple abbia favorito ingiustamente i propri servizi. Nell’agosto 2026, Apple ha accettato di modificare aspetti del proprio processo di consenso a seguito di un’indagine del regolatore della concorrenza tedesco.
La causa nel Regno Unito non ha dimostrato che Apple abbia violato la legge sulla concorrenza, e la cifra di 2 miliardi di sterline rappresenta i danni richiesti, piuttosto che una sanzione già imposta. Il caso deve inoltre ricevere la certificazione dal Competition Appeal Tribunal prima di procedere come azione collettiva.