Una causa legale contro Meta per la privacy riguardo a registrazioni catturate con i suoi occhiali intelligenti alimentati dall’IA si è ampliata per coprire persone che sarebbero state filmate o registrate senza la loro insaputa.

 

 

Il caso è seguito a un’indagine del febbraio 2026 condotta da media svedesi che ha esaminato come venivano gestite le registrazioni degli smart glasses di Meta dopo essere state caricate per l’elaborazione. L’indagine ha coinvolto operatori di annotazione dati impiegati da Sama in Kenya, un appaltatore che svolgeva lavori per Meta. I lavoratori hanno descritto la revisione di filmati registrati attraverso gli occhiali, inclusi materiali che coinvolgevano situazioni private e informazioni personali sensibili.

Le rivelazioni hanno sollevato dubbi sul fatto che le persone presenti nelle registrazioni avessero compreso che le riprese potessero lasciare il dispositivo e potenzialmente essere viste da revisori umani. Sebbene i proprietari degli occhiali interagiscano direttamente con Meta e i suoi termini, i passanti ripresi dalla telecamera non hanno un rapporto paragonabile con l’azienda.

Successivamente è stata intentata una proposta di azione collettiva contro Meta presso un tribunale federale in California nel marzo 2026. La causa originale si concentrava principalmente sulle persone che avevano acquistato e usato gli occhiali, sostenendo che Meta non avesse dichiarato adeguatamente come le registrazioni potessero essere raccolte, elaborate e revisionate.

Un ricorso modificato presentato il 31 agosto amplia significativamente il caso. I querelanti ora sostengono che le presunte implicazioni sulla privacy si applicano anche a chiunque sia stato catturato dagli occhiali Meta di qualcun altro.

Secondo il reclamo, video e audio registrati tramite i dispositivi possono essere trasferiti ai server di Meta quando viene utilizzata funzionalità di intelligenza artificiale. I querelanti sostengono che parte di questo materiale sia stato successivamente esaminato e etichettato da terzi collaboratori e utilizzato per migliorare o addestrare i sistemi di intelligenza artificiale di Meta.

La causa sostiene che i passanti hanno poca capacità pratica di capire cosa succede alle loro informazioni. Anche quando qualcuno riconosce che gli smart glasses contengono una fotocamera, potrebbe non sapere se una registrazione verrà caricata, memorizzata, analizzata o potenzialmente visualizzata da un’altra persona.

La denuncia modificata afferma che questa questione può colpire più di quanto gli estranei incontrati in pubblico. Le registrazioni potrebbero catturare partner, parenti, bambini, amici e altre persone che trascorrono del tempo con qualcuno che indossa gli occhiali.

Meta contesta le accuse e intende combattere la causa. L’azienda riconosce che le informazioni associate alle interazioni con Meta AI possono essere esaminate per migliorare i propri prodotti e l’esperienza utente, affermando di utilizzare misure volte a filtrare i dati e ridurre le informazioni identificative.

Gli occhiali sono inoltre dotati di un LED progettato per segnalare quando la telecamera sta registrando. Meta ha implementato protezioni volte a disabilitare la funzionalità della telecamera se l’indicatore viene coperto o manipolato.

Tuttavia, la causa non si limita al fatto che le persone possano capire che una telecamera è attiva. La sua controversia centrale riguarda cosa succede alle registrazioni dopo essere state catturate e se le persone presenti in quel materiale ricevano informazioni adeguate su potenziali elaborazioni, revisioni umane e utilizzo per lo sviluppo dell’IA.

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