Il Parlamento Europeo ha approvato un’estensione del quadro temporaneo di Chat Control dell’Unione Europea, permettendo ai fornitori di comunicazione online di continuare a scansionare volontariamente i messaggi privati alla ricerca di materiale di abuso sessuale su minori fino al 2028. La misura è stata approvata dopo un voto procedurale in cui la maggioranza dei legislatori elettorali si è opposta alla proposta, ma non è riuscita a raggiungere la soglia più alta richiesta per bloccarla.

 

 

Il voto si è concentrato sulla temporanea deroga alle regole ePrivacy dell’UE, spesso definita dai critici come Chat Control 1.0. Il quadro fornisce ai fornitori, come le piattaforme email e di messaggistica, una base legale per individuare e segnalare volontariamente materiale noto o sospetto di abuso sessuale su minori e attività di adescamento sui loro servizi. Non richiede alle aziende di scansionare i messaggi, ma consente loro di farlo secondo la legge UE.

Durante il voto di giovedì, 314 membri del Parlamento Europeo hanno sostenuto il rifiuto della proroga, mentre 276 hanno votato contro il rifiuto e 17 si sono astenuti. Tuttavia, poiché la proposta è stata esaminata secondo la procedura di seconda lettura dell’UE, gli oppositori avevano bisogno di una maggioranza assoluta di tutti i 720 legislatori, ovvero 361 voti, per fermarla. Non aver raggiunto quella soglia significava che l’estensione veniva automaticamente approvata.

Il nuovo quadro rimarrà in vigore fino al 2028, a meno che non venga sostituito prima da una legislazione permanente. I sostenitori sostengono che l’estensione previene una lacuna legale che potrebbe ostacolare gli sforzi per rilevare e segnalare materiale di abuso sessuale su minori mentre continuano i negoziati su una legislazione UE più ampia riguardante la protezione dei minori online.

La decisione ha suscitato forti critiche da parte dei sostenitori della privacy e di diversi legislatori, che sostengono che il processo procedurale abbia prevalso sull’esito di un precedente voto parlamentare. I critici avvertono anche che permettere ai fornitori di continuare a scansionare le comunicazioni private solleva preoccupazioni sulla privacy digitale e potrebbe influenzare le future discussioni sulle proposte più ampie di scansione dei messaggi.

Il voto non risolve il dibattito sul proposto Regolamento UE sull’Abuso Sessuale su Minori, spesso chiamato Chat Control 2.0 dagli oppositori. Quella proposta separata è ancora in fase di negoziazione e potrebbe introdurre un quadro giuridico permanente che regoli come le piattaforme online rilevino e segnalano materiale sugli abusi sessuali su minori. A differenza dell’estensione temporanea, la proposta più ampia ha suscitato un ampio dibattito su crittografia, diritti di privacy e fattibilità tecnica della scansione delle comunicazioni preservando una crittografia end-to-end sicura.

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