Un tribunale tedesco ha stabilito che Google può essere ritenuta direttamente responsabile per informazioni false generate dalla sua funzione AI Overviews, segnando una delle prime decisioni legali importanti a affrontare la responsabilità per i risultati di ricerca generati dall’IA.

 

 

Il caso è stato intentato da due case editrici con sede a Monaco dopo che i riassunti generati dall’IA di Google li avrebbero presumibilmente collegati a truffe, trappole sugli abbonamenti e altre pratiche commerciali discutibili. Secondo il tribunale, le affermazioni non comparivano nel materiale di origine citato dal sistema di intelligenza artificiale e sono state generate come parte del riassunto di Google.

Il Tribunale Regionale di Monaco ha emesso un’ingiunzione temporanea il 28 maggio, ordinando a Google di cessare di mostrare le informazioni contestate. Il tribunale ha inoltre richiesto alla società di coprire la maggior parte delle spese legali associate al caso.

Una questione chiave nella sentenza era se i riassunti generati dall’IA dovessero essere trattati come i tradizionali risultati di ricerca.

Google ha sostenuto che gli utenti comprendono che le informazioni generate dall’IA possono essere inaccurate e che le Panoramiche AI forniscono link che permettono agli utenti di verificare le informazioni in modo indipendente. Il tribunale ha respinto tale argomento, ritenendo che l’esistenza di link sorgente non protegga automaticamente l’azienda dalla responsabilità quando vengono presentate dichiarazioni false agli utenti.

I giudici hanno concluso che le Panoramiche AI differiscono dai risultati di ricerca convenzionali perché il sistema riscrive, organizza e presenta le informazioni nel proprio formato invece di limitarsi a mostrare link a contenuti di terze parti. Di conseguenza, il tribunale ha stabilito che i riassunti dovessero essere trattati come contenuti di Google stessi piuttosto che come risultati di ricerca neutrali.

Secondo la sentenza, il sistema di intelligenza artificiale di Google ha combinato informazioni provenienti da fonti non correlate e ha creato collegamenti tra gli editori e presunti comportamenti scorretti che non erano supportati dal materiale sottostante. Il tribunale ha affermato che tali affermazioni generate costituivano nuove dichiarazioni indipendenti prodotte dal sistema di Google.

La decisione potrebbe avere implicazioni più ampie per gli strumenti di ricerca basati sull’IA e i servizi di IA generativa. I tribunali tedeschi hanno storicamente fornito ai motori di ricerca una protezione limitata dalla responsabilità per contenuti di terzi che compaiono nei risultati di ricerca, ma il tribunale di Monaco ha rilevato che tali protezioni non si estendono automaticamente ai riassunti generati dall’IA.

Google ha sostenuto che le informazioni generate dall’IA non dovrebbero essere ciecamente affidabili e che gli utenti possono consultare il materiale di origine per trovare il contesto. Il tribunale non è stato d’accordo, stabilendo che, poiché Google controlla il sistema di intelligenza artificiale e gli algoritmi che lo sostengono, l’azienda può essere ritenuta responsabile delle dichiarazioni generate dalla funzione.

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