Gli sviluppatori di intelligenza artificiale potrebbero ottenere un accesso più ampio alle informazioni personali degli europei grazie alle modifiche proposte alle leggi sull’Unione Europea sulla privacy. Il piano ha suscitato critiche da parte dei sostenitori dei diritti digitali, che avvertono che potrebbe indebolire le protezioni stabilite dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).
La controversia ruota attorno all’iniziativa Digital Omnibus, che mira a semplificare le normative tecnologiche dell’UE e a facilitare lo sviluppo di sistemi IA per le imprese. Il 21 ottobre 2026, gli stati membri dell’UE hanno concordato una posizione negoziale a sostegno di modifiche alle regole che regolano il trattamento dei dati personali.
Una disposizione chiave riconoscerebbe esplicitamente interessi legittimi come potenziale base legale per il trattamento delle informazioni personali nello sviluppo e gestione di sistemi di IA. Ciò potrebbe consentire alle aziende di utilizzare determinati dati personali senza ottenere il consenso esplicito degli individui, a condizione che soddisfino i requisiti legali applicabili.
L’organizzazione per la privacy noyb ha fortemente criticato la proposta, sostenendo che potrebbe dare alle grandi aziende tecnologiche un’eccessiva libertà di sfruttare le informazioni raccolte dagli utenti europei. Il gruppo teme che i cambiamenti sposterebbero l’equilibrio di potere verso le aziende che cercano grandi dataset per l’addestramento dell’IA.
Le implicazioni potrebbero andare oltre le informazioni condivise deliberatamente con i servizi di IA. I dati personali raccolti tramite siti web, applicazioni e altre piattaforme digitali potrebbero diventare rilevanti per lo sviluppo dell’IA, a seconda della legislazione finale e delle circostanze in cui tali informazioni sono state ottenute.
I sostenitori della semplificazione normativa sostengono che i requisiti esistenti creino incertezza giuridica e ostacoli inutili per le imprese europee che competono nell’industria globale dell’IA. Sostengono che un accesso più facile a dati di addestramento adeguati potrebbe incoraggiare l’innovazione e aiutare le aziende più piccole a sviluppare tecnologie competitive.
Tuttavia, la proposta non creerebbe un diritto illimitato di raccogliere o elaborare informazioni personali. Gli interessi legittimi restano soggetti a condizioni legali, inclusa la considerazione dei diritti degli individui e la disponibilità di obiezioni nelle circostanze applicabili.
Il dibattito solleva anche dubbi su quanto efficacemente le persone possano controllare le informazioni una volta che sono state incorporate nei processi di addestramento dell’IA. I sostenitori della privacy sostengono che sia necessaria una maggiore chiarezza sulle fonti dei dati, sugli obblighi di trasparenza e sull’applicazione pratica dei diritti individuali.
