I membri del Parlamento Europeo stanno partecipando a un progetto pilota che offre il motore di ricerca francese Qwant come alternativa a Google, riflettendo i crescenti sforzi europei per promuovere la sovranità digitale e ridurre la dipendenza dalle grandi aziende tecnologiche statunitensi.
L’iniziativa consente ai legislatori e al personale partecipanti di utilizzare Qwant come motore di ricerca predefinito sui dispositivi parlamentari. Il progetto pilota fa parte di discussioni più ampie all’interno delle istituzioni europee sul ruolo dei fornitori di tecnologia autoctone e sulla concentrazione del potere tra un piccolo numero di piattaforme digitali dominanti.
Qwant, fondato in Francia nel 2013, si presenta come un motore di ricerca focalizzato sulla privacy che non costruisce profili pubblicitari basandosi sulle cronologie di ricerca degli utenti. L’azienda si è da tempo posizionata come un’alternativa europea a Google, ponendo l’accento sulla protezione dei dati e la conformità agli standard europei sulla privacy.
Il processo avviene mentre i responsabili politici europei continuano a dibattere su come rafforzare l’indipendenza tecnologica della regione. Le preoccupazioni sulla sovranità digitale si sono intensificate negli ultimi anni, poiché governi e istituzioni diventano sempre più dipendenti dai servizi forniti da una manciata di grandi aziende tecnologiche con sede al di fuori dell’Europa.
I sostenitori del progetto pilota sostengono che le istituzioni pubbliche dovrebbero valutare alternative europee dove possibile, in particolare per i servizi che coinvolgono l’elaborazione dati su larga scala. Sostengono che una maggiore concorrenza potrebbe aiutare a diversificare l’ecosistema digitale e ridurre la dipendenza da un unico fornitore per i servizi online critici.
Tuttavia, il progetto non rappresenta una sostituzione permanente di Google all’interno del Parlamento Europeo. Al contrario, l’iniziativa mira a valutare quanto bene i servizi di ricerca alternativi si comportino in un ambiente istituzionale reale e se possano soddisfare le esigenze degli utenti in termini di accuratezza, rilevanza e funzionalità.
Google rimane il motore di ricerca dominante in Europa, rappresentando la stragrande maggioranza delle ricerche sul web. Fornitori concorrenti come Qwant, Ecosia e DuckDuckGo hanno cercato di differenziarsi attraverso funzionalità di privacy, impegni ambientali o approcci alternativi alla raccolta dei dati.
Il progetto pilota coincide anche con più ampi sforzi regolatori europei volti ad aumentare la concorrenza nei mercati digitali. Attraverso misure come il Digital Markets Act (DMA), l’Unione Europea ha cercato di limitare l’influenza delle piattaforme tecnologiche dominanti e di creare più opportunità per concorrenti più piccoli.
Le istituzioni europee hanno sempre più valutato alternative in molteplici settori tecnologici, tra cui servizi cloud, piattaforme di comunicazione, intelligenza artificiale e motori di ricerca. Il trial Qwant rappresenta un esempio di come i responsabili politici stiano esplorando se le tecnologie sviluppate in Europa possano avere un ruolo più ampio nelle infrastrutture del settore pubblico.
